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Old 06-18-2008, 05:11 PM   #1
Alberto
 
Posts: 50
Default L'importanza di un buon pro

Ciao a tutti (se ancora c'è qualcuno da queste parti :-) )

Ho iniziato da ormai un paio di annetti a "provare" a giocare a golf,
ogni tanto in estate ricominciavo, poi puntualmente mi demoralizzavo e
lasciavo perdere (c'è un mio vecchio post dove lamento dinon riuscire a
tirare un ferro 7 a più di 80 mt e dritto......)

La scorsa settimana decido di provare per l'ennesima volta, visto che al
campo cui sono iscritto c'è (solo due giorni alla settimana) un nuovo
pro (Agostino Reale, di questo voglio anche fare il nome), ebbene
finalmente rovo il giusto feeling con il maestro e.... le palline
cominciano a volare: vanno quasi sempre dritte (abbiamo cominicato a
lavorare su quello) e ogni tanto ne comincio a prenderne qualcuna bene e
finalmente vedo dei tiri come si deve fatti da me (lunedì per la prima
volta ho superato i 100 mt con il 7 :-D (ricordo GigiM che mi predisse
che la volta in cui avrei cominciato a tire un ferro 7 mi si sarebbe
aperto un altro mondo)

Alla fine forse non era tutta colpa della mia incapacità, ma c'era anche
una componente di (incapacità7mancanza di feeling/incomunicabilita) da
parte dei pro che mi hanno fatto lezione in precedenza.

Spero che finalmente sia la volta buona che riesco a fare un po' di tiri
decenti e posso arrischiarmi a scendere in campo.
__________________
Ciao
Alberto


la mia e-mail é: QUESTONONCENTRA*alby_ao*
(togliere tutto il testo in maiuscolo e gli asterischi)
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Old 06-19-2008, 08:05 AM   #2
Sergio
 
Posts: 13
Default Re: L'importanza di un buon pro

"Alberto" <---boh---@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:485941c6$0$18156$...
> Ciao a tutti (se ancora c'Ú qualcuno da queste parti :-) )
>
> CUT

> Alla fine forse non era tutta colpa della mia incapacità, ma c'era anche
> una componente di (incapacità7mancanza di feeling/incomunicabilita) da
> parte dei pro che mi hanno fatto lezione in precedenza.
>
CUT

Ciao, forse non ti ricorderai di me ma sono un aostano che ha iniziato a
giocare a golf
un anno prima di te.

Mi fa piacere leggere della tua rinnovata fiducia e passione e scrivo per
darti completamente
ragione sulle "colpe" che stavano determinando la tua sfiducia.

Reale Ú un ottimo maestro, attento, comprensivo, comunicativo, con una
capacità di sintesi
del gesto tecnico difficilmente riscontrabile in altri professionisti. (l'ho
visto all'opera).

Premetto che, come già allora ti dissi, sono totalmente autodidatta (ho
preso a suo tempo solo le 10
canoniche lezioni da neofita). Posso ritenermi soddisfatto ugualmente visto
il mio modestissimo
handicap di 23.7.

I miei campi di gioco abituali sono in Piemonte, la Valle d'Aosta Ú troppo
faticosa per me e a volte
"corta": non ti da la possibilità di spaziare con tutto il set in sacca.

Se mai un giorno vorrò prendere una lezione su qualche colpo in particolare,
sicuramente sarà
Reale a perfezionarmi.

Continua così e ti rinnovo il mio invito per un giro sul campo di Cavaglià
(di cui sono socio).

-------------
Sergio
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Old 06-20-2008, 09:56 AM   #3
Gianni Davico
 
Posts: 30
Default Re: L'importanza di un buon pro

Ciao Alberto,

> se ancora c'è qualcuno da queste parti :-)

sarà per lo slogan di quel ghost dell'altro giorno, ma qualcuno c'è... :-)

> Alla fine forse non era tutta colpa della mia incapacità, ma c'era anche
> una componente di (incapacità7mancanza di feeling/incomunicabilita) da
> parte dei pro che mi hanno fatto lezione in precedenza.

Questo è un aspetto fondamentale nel gioco e nel miglioramento, che a volte
tendiamo a dimenticare perché diamo molta importanza al maestro (chiaro, qui
c'entra la psicologia eccetera, il discorso si allargherebbe molto). Ricordo
il mitico Luigi che anni fa disse che lui passava del tempo a osservare il
comportamento degli altri maestri con gli allievi. Io da lui ho mutuato quel
piccolo tic: ogni tanto guardo gli altri maestri, ascolto le loro parole, le
reazioni rispetto ai colpi degli allievi. Si imparano molte cose, e col
tempo si inizia a capire che non tutti i maestri sono uguali.

È proprio come dici tu: è possibile che con un maestro non riesci a
comunicare, un altro ti illumina. Anche a me è successo così: per i primi
due anni ho cambiato tre maestri, ma non ero mai molto soddisfatto e
l'handicap è sceso fino a circa 22. Poi un nuovo maestro, un paio d'anni fa,
mi ha aperto un mondo davanti: con parole sapienti - poche, ma ben
calibrate - e le giuste spiegazioni mi ha fatto arrivare a 11, facendomi
capire - in sostanza - la differenza tra il golf e il tamburello.

Di più: è stato proprio lui - Michele Rolando, dei Ciliegi - a farmi
comprendere che quello è un punto di partenza, e che da lì si aprono mondi
impensabili fino a ieri. Come dice Bob Rotella citando non so più chi: sia
che tu pensi di aver successo sia che tu pensi di fallire, avrai ragione.

Quindi, ora che hai trovato la chiave, continua così. E il tuo ferro 7
arriverà a 150 metri! :-)

Ciao
Gianni
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Old 06-20-2008, 01:39 PM   #4
Alberto
 
Posts: 50
Default Re: L'importanza di un buon pro

Sergio ha scritto:
> "Alberto" <---boh---@libero.it> ha scritto nel messaggio

>
> Ciao, forse non ti ricorderai di me ma sono un aostano che ha iniziato a
> giocare a golf
> un anno prima di te.

Ciao Sergio, certo che mi ricordo di te (so anche che tiri con l'arco
con una coppia di amici.... )

>
> Mi fa piacere leggere della tua rinnovata fiducia e passione e scrivo
per
> darti completamente
> ragione sulle "colpe" che stavano determinando la tua sfiducia.
>

Ho capito che non sono proprio completamente "incapace", e mi è tornata
la voglia di fare pratica in funzione di miglioramenti futuri.

> Reale è un ottimo maestro, attento, comprensivo, comunicativo, con una
> capacità di sintesi
> del gesto tecnico difficilmente riscontrabile in altri
professionisti. (l'ho
> visto all'opera).

In effetti la prima lezione mi ha fatto fare tre/quattro tiri da solo
senza dire niente e ha subito inquadrato la situazione, da li poi con
pochi tocchi alla volta è riuscito in due lezioni a darmi una prima
"inquadrata"; spero che continui così.



>
> Premetto che, come già allora ti dissi, sono totalmente autodidatta (ho
> preso a suo tempo solo le 10
> canoniche lezioni da neofita). Posso ritenermi soddisfatto ugualmente
visto
> il mio modestissimo
> handicap di 23.7.
>

Beh.... arrivvassi io a 23.7 sarei più che soddisfato.



> I miei campi di gioco abituali sono in Piemonte, la Valle d'Aosta è
troppo
> faticosa per me e a volte
> "corta": non ti da la possibilità di spaziare con tutto il set in sacca.
>
> Se mai un giorno vorrò prendere una lezione su qualche colpo in
particolare,
> sicuramente sarà
> Reale a perfezionarmi.
>
> Continua così e ti rinnovo il mio invito per un giro sul campo di
Cavaglià
> (di cui sono socio).
>
> -------------
> Sergio
>
>

__________________
Ciao
Alberto

la mia e-mail é: QUESTONONCENTRA*alby_ao*
(togliere tutto il testo in maiuscolo e gli asterischi)
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Old 06-25-2008, 07:42 AM   #5
gigiM
 
Posts: 274
Default Re: L'importanza di un buon pro

.........lunedì per la prima
> volta ho superato i 100 mt con il 7 :-D (ricordo GigiM che mi predisse che
> la volta in cui avrei cominciato a tire un ferro 7 mi si sarebbe aperto un
> altro mondo)
Lo ricordo anch'io e mi fa piacere che ti sia rimasto impresso.
Adesso ti farò un'altra profezia. Quando imparerai a mettere 8 palle su 10
da bordo green vicino alla buca sarai di certo intorno al 18 di hp. Ora
viene il teorema. Visto che a tirare il ferro 7 fra i 120 e i 150 mt
"abbastanza dritto", ci riescono anche gli asinelli dopo un po' di tempo, e
visto che invece la questione delle 8 palle su 10 intorno alla buca riesce
solo a pochi,.......Passa 30 min ogni volta ad allenarti sul corto e presto
( 12 mesi) ti si aprirà un nuovo mondo. Il problema del golf Ú che i nuovi
mondi non finiscono mai. Questo da un lato Ú un bene. E' il suo fascino.
Dall'altro Ú faticoso e spesso frustrante.



> Alla fine forse non era tutta colpa della mia incapacità, ma c'era anche
> una componente di (incapacità7mancanza di feeling/incomunicabilita) da
> parte dei pro che mi hanno fatto lezione in precedenza.

Passai ore una sera a parlare con Donato Di Ponziano su questo argomento. A
mio avviso, a parte il feeling che Ú bene che ci sia, devono insegnargli di
più, ma molto di più il modo di comunicare. Pochissimi lo sanno fare. Il
peggio Ú che non se ne rendono conto. Dire: " ecco vedi che non ti giri...."
Ú diverso dal dire porta la spalla sinistra sotto il mento. Io ho passato
anni credendo di girarmi e invece .......... erano solo le braccia. E i miei
tiri, per anni, andarono a sinistra.

> Spero che finalmente sia la volta buona che riesco a fare un po' di tiri
> decenti e posso arrischiarmi a scendere in campo.

Succederà prima o poi. Ma ricordati del corto. Obbligati a farlo. Fallo
diventare un divertimento ed un relax. Vedrai, quando succederà che andrai
in campo come ti servirà.
__________________
gigiM
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Old 06-27-2008, 07:34 PM   #6
Alberto
 
Posts: 50
Default Re: L'importanza di un buon pro

gigiM ha scritto:

> Adesso ti farò un'altra profezia. Quando imparerai a mettere 8 palle
su 10
> da bordo green vicino alla buca sarai di certo intorno al 18 di hp. Ora
> viene il teorema. Visto che a tirare il ferro 7 fra i 120 e i 150 mt
> "abbastanza dritto", ci riescono anche gli asinelli dopo un po' di
tempo, e
> visto che invece la questione delle 8 palle su 10 intorno alla buca
riesce
> solo a pochi,.......Passa 30 min ogni volta ad allenarti sul corto e
presto
> ( 12 mesi) ti si aprirà un nuovo mondo. Il problema del golf è che i
nuovi
> mondi non finiscono mai. Questo da un lato è un bene. E' il suo fascino.
> Dall'altro è faticoso e spesso frustrante.
>

Piano..... non farmi montare la testa, che devo ancora trasformare il
mio ferro 7 dritto oltre i 100mt da evento sporadico e evento quasi
abituale :-)
Purtroppo al momento se vado da solo in cp non combino ancora granché,
sarà che ci metto del mio nello sbagliare, sarà che passare con vari
maestri ti crea comunque confusione e quindi da solo senza Reale che mi
da le dritte giuste ritorno a fare gli stessi vecchi errori.

>
> Passai ore una sera a parlare con Donato Di Ponziano su questo
argomento. A
> mio avviso, a parte il feeling che è bene che ci sia, devono
insegnargli di
> più, ma molto di più il modo di comunicare. Pochissimi lo sanno fare. Il

Purtroppo mi pare di vedere come nello sci in cui basta avere grandi
risultati agonistici e si passa maestri, essere un grande golfista in
campo non fa di uno automaticamente un bravo pro. Bisogna poi anche aver
voglia di insegnare ai principianti, certo che andare in campo a fare 9
(o 18) buche con uno che ha 16-18 di hcp è più divertente che stare in
cp a insegnare i fondamentali dello swing a me.


> Succederà prima o poi. Ma ricordati del corto. Obbligati a farlo. Fallo
> diventare un divertimento ed un relax. Vedrai, quando succederà che
andrai
> in campo come ti servirà.

Sicuramente mi eserciterò sul corto, adesso mi sta comunque tornando la
voglia di giocare (anche se 'sto caldo non aiuta)........ andrò a
giocare ai Cervinia, lì non dovrebbe fare troppo caldo!

--
Ciao
Alberto

__________________
Ciao
Alberto


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